storie, racconti e altro
Mamma, indovina chi c'è in cucina!
Prima Parte
La soffitta era piena di dolci: c’erano caramelle, cioccolatini, frutta candita e carbone di zucchero in ogni angolo.
Una donnina minuta, piena di energia, andava avanti e indietro riempiendo le calze di pezza decorate con motivi natalizi.
- Questa storia di dover consegnare tutto in una notte è davvero una follia! Scopa, ricordami domani di chiamare Babbo Natale devo dirgli due parole! - aveva sbottato la Befana
Scopa se ne stava in un angolo e ogni tanto spruzzava polvere di stelle per dimostrare partecipazione.
- Come si può pensare di consegnare tutte queste cose, che abbiamo preparato durante tutto un anno, in una sola notte! Io non posso fermare il tempo come fa lui! - aveva continuato - Fosse facile, poi, accontentare i ragazzini di oggi! Una volta bastava portar loro anche del solo carbone e dicevano fosse dolce e prelibato. Adesso se non gli porti i dolci che preferiscono ci restano male e se gli lasci un po’ di carbone, perché nessuno può essere sempre buono, si offendono! Ma roba da matti! -
Scopa sapeva che la notte sarebbe stata lunga e difficile, per questo non osava contraddirla, quindi continuava a sbuffare brillantini in segno di approvazione.
Ormai Befana era un fiume in piena: inutile tentare di fermarla, tanto valeva lasciarla sfogare.
- Ah, quella storia poi delle scarpe tutte rotte e dei vestiti rattoppati? Da dove sarà mai venuta fuori? Ma ti pare? E hai visto come mi rappresentano? Il mio naso! Il mio povero naso! D’accordo non sarà un un nasino minuto e perfetto, ma così è davvero troppo! Non sono certo una strega! - aveva continuato a brontolare.
Mentre si lamentava con Scopa, Befana teneva fra le mani una di quelle bamboline che la rappresentano indecisa se buttarla nell’immondizia, strapparla a forza e poi buttarla o usarla come capro espiatorio della sua frustrazione.
Alla fine fece un bel sospiro di rassegnazione e la infilò nel saccone che stava preparando.
Scopa le si avvicinò scuotendo il suo bastone.
- E' vero, anche per te è la stessa cosa: ti rappresentano come una ramazza di saggina dal manico grezzo, tutto storto e le setole rade e consumate! - aveva detto a Scopa con tono di rammarico - se sapessero…. D’accordo è tutto pronto! -
La Befana aveva terminato di preparare le calze e di riempire il sacco.
- Dove ho messo la bacchetta? Ero convinta fosse sul tavolo, ma non c’é! - si era fermata in mezzo allo stanzone ancora pieno di carta colorata e nastri arricciati, e guardandosi tutt’intorno Befana si accarezzava il mento nel tentativo di ricordare dove l’avesse posata.
Scopa sapeva dove fosse e stava tentando di attirare l’attenzione improvvisando una danza improbabile che indicasse, tra brillantini e scie luminose, la poltrona accanto al camino.
- Giusto! L’ho lasciata sulla poltrona! Meno male che ho ancora buona memoria! - esclamò la donnina.
Scopa scosse le sue setole rassegnata e incominciò a scaldare il motore.
Seppur fosse inutilizzato da un anno, il suo propulsore rispose alla chiamata senza indugi, così fece un giro di prova e andò a fare il pieno tra le stelle.
Tutti quei dentini che i bimbi lasciano sotto il cuscino, grazie alla Fatina dei dentini che li raccoglie e li porta nella volta celeste, diventano polvere di stelle e servono a far brillare intensamente il cielo e a permettere alla slitta di Babbo Natale e alla scopa della Befana di percorrere il loro lungo viaggio di una notte velocemente e in modo pulito.
Poi Scopa rientrò passando dalla finestra.
Befana prese la ritrovata bacchetta e pronunciò la formula magica
- Di qui o di là questo sacco davvero non ci sta. Stringiti molto, stringiti ancora, sopra alla scopa devi stare or ora - Befana fece un grande cerchio con la bacchetta poi la puntò dritta sul sacco.
Una intensa luce invase la soffitta e il sacco circondato da mille bagliori rimpicciolì tanto da sembrare una sacca per la spesa.
- Ecco fatto! Adesso va bene. Sei pronta Scopa? - aveva espresso eccitata Befana.
Scopa fece un inchino per dimostrarle la sua piena collaborazione e accese il motore.
Befana salì su di essa agilmente, in un baleno attraversarono la finestra e raggiunsero il cielo.