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La Befana vien di notte
Seconda Parte
In alto la Luna illuminava le città e Befana appariva come una piccola macchia inconsueta, ma riconoscibile sull’astro più brillante della notte.
- Ci siamo, Scopa! - disse Befana, poi prese la sua amata bacchetta, disegnò il solito cerchio in aria e pronunciò la formula magica
- Di qui o di là, ad ogni bambino la sua calza arriverà. -
Allo scoccare della bacchetta sul sacco una intensa luce fece scintillare il contenitore che si librò in aria, tornò enorme e si aprì liberando le tante calze destinate ai bambini di quel paese.
Come se potessero volare, i dolcetti ben confezionati, prendevano ognuno la propria strada pronti a rendere felici ancora una volta i fanciulli in attesa. In seguito il sacco rimpiccioliva per poter affrontare un altro viaggio verso nuovi paesi e differenti città .
Mentre stava sospesa, Befana amava immaginare i tanti bambini con gli occhi pieni di gioia e soddisfazione, con le loro bocche sporche di cioccolato e le loro manine colme di caramelle, prese di nascosto dai genitori e conservate gelosamente nei loro pugnetti, per deliziarsene poco dopo.
Mentre Befana immaginava la situazione stringeva le spalle con un sorriso birichino e strizzava gli occhi
-Vabbè… Una volta all’anno si può fare! - tentò di convincersi.
Ripeté quella formula tante, tante volte fino all’alba e, dopo aver fatto brillare la notte di scintille e luce magica, era pronta a tornare nella sua adorata soffitta.
Girò la scopa ed esclamò - ben fatto, Scopa! Anche quest’anno abbiamo completato il lavoro . Ora però andiamo a casa a riposare e a iniziare i preparativi per il prossimo anno. -
Scopa fece rombare il motore creando un’immensa nuvola luccicante simile ad un grande, ma silenzioso fuoco d’artificio.
Appena si mossero, pero, un suono assordante li colse di sorpresa, il sacco si illuminò di un rosso acceso che aveva l’aspetto di un allarme e Befana sapeva bene di cosa si trattasse.
Tanto, tanto tempo fa Befana, che era appena rientrata in soffitta dopo aver terminato la consegna delle calze piene di leccornie, prese il sacco per dargli una bella ripulita, ma scoprì qualcosa che la spiazzò, la turbò e alla quale non sapeva come porre rimedio.
Una calza, una sola calza era rimasta dentro il sacco e una bambina non aveva ricevuto il suo dono dell’Epifania.
-Nooooo, perché è rimasta dentro e non è volata insieme a tutte le altre? - aveva piagnucolato Befana - adesso come faccio? Chi sarà rimasto senza? -
Scopa fece un controllo veloce, sapeva che questa era la cosa che Befana temeva di più, così aveva messo in ogni calza il nome del bambino destinatario. Era poi stata un’abitudine che aveva mantenuto nel tempo.
- Meno male Scopa! É stata una grande idea! Adesso lesta, corriamo prima che si desti! -
Befana aveva spronato Scopa ormai quasi a secco di polvere di stelle, erano volati ad una velocità proibita e consegnato appena in tempo la calza.
Quella volta aveva scoperto che dietro a quel pasticcio c’era lo zampino di Babbo Natale, il quale aveva ricevuto una letterina da una bambina che aveva scritto di voler incontrare la Befana perché non credeva fosse brutta come la descrivevano gli adulti.
Fu allora che, con la sua magia, Befana aveva impostato un allarme che l’avrebbe aiutata a non dimenticare nel sacco nemmeno una calza.
Da quella volta però la sirena non aveva mai suonato.
- Accidenti! Una calza non è stata consegnata e con questo fracasso non riesco a pensare! Com’era la formula per spegnere l’allarme?
Giuro che se c’è di nuovo di mezzo Babbo Natale questa volta gli faccio "un cappellino su misura"! - aveva minacciato Befana
Scopa scrollò le sue setole in una risata poi sbuffò nel cielo la formula che aveva segnato sul suo manico e che portava sempre con sé.
In un bagliore che sorprese anche Befana apparvero nel buio della notte le indicazioni per far terminare quel suono fastidioso. Così prese nuovamente la bacchetta e recitò
-Di qui o di là la sirena si quieterà e la luce scomparirà -
Anche questa volta Scopa aveva dato il suo prezioso contributo in una difficile situazione.
Poi Befana fece l’ennesimo cerchio con la sua bacchetta e ripose la sua fiducia nella tecnologia
-Di qui o di là l’elenco dei nome apparirà e in rosso quello mancante si colorerà -
La magia avvenne nuovamente, uno schermo trasparente apparve davanti ai suoi occhi e mostrava l’elenco dei nomi dei bambini di quella città che avevano ricevuto la calza.
Come su un display touch screen Befana fece scorrere la lista con il suo dito indice, ma nessun nome in rosso apparve .
- Maledetta tecnologia! “Sarà tutto più semplice” avevano detto. Più semplice un corno! Quando serve non funziona mai! - sbottò.
Scopa fece vibrare il suo bastone e ricordò a Befana che dentro alla calza aveva messo il biglietto con il nome del bambino a cui era destinata.
-É vero! Fortuna che sono stata previdente! - esclamò Befana.
Scopa indispettita tentò uno scrollone come un destriero selvaggio che vuole disarcionare il suo cavaliere, ma non ci riuscì. L’affetto che provava per Befana prevalse e il risultato si ridusse ad un leggero fremito.
- Va bene Scopa, sbrigliamoci! Ho qui l’indirizzo. - sentenziò Befana, poi con uno schiocco di dita fece sparire lo schermo, Scopa girò le setole e scoppiettò brillantini e scie luminose.