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Mamma, indovina chi c'è in cucina!

Terza Parte

Befana arrivò in un batter di ciglio alla casa della bambina che non aveva ricevuto la sua calza.

Atterrò sul balcone e cercò da dove poter entrare

- ma guarda se non ci deve essere nemmeno un camino! Dunque… lascia che tiri fuori la mia bacchetta magica e vediamo che cosa posso fare. - aveva borbottato mentre rovistava nelle tasche della gonna.

Prese la sua bacchetta, fece il suo solito cerchio in aria e pronunciò la formula

- Di qui o di là una porta si aprirà che entrare mi farà, ma una notte sola all’anno questo trucchetto funzionerà -

Dalla bacchetta partirono scie luminose e stelline brillanti, poi la porta finestra della cucina, di colpo, si aprì.

Di soppiatto, in punta di piedi, la befana entrò, si guardò intorno e sentenziò:

- mi dovrebbero spiegare dove dovrei appendere la calza! -

Befana controllava tutta la cucina in cerca di un gancio, un appiglio in evidenza dove poter agganciare la confezione dei dolcetti, poi decise

- sai cosa ti dico Scopa? La calza la lascio accanto ai fuochi. Non sarà il posto migliore, ma sicuramente la troveranno in fretta. -

Scopa seguiva Befana leggermente incurvata e si spostava muovendo poche setole alla volta per non fare rumore.

Ad un tratto Befana si sentì tirare per la gonna

-Beccata! Sei tu la befana, non è vero? -

Dal nulla era sbucata una bimba paffutella con i capelli scuri raccolti in due codini allegri e sbarazzini, lo sguardo vispo e sognante. Valentina, questo il suo nome, si era nascosta sotto il tavolo, armata di torcia, decisa ad aspettare Befana e a non farsela scappare.

-Oh cielo, che paura! - aveva reagito Befana.

Scopa si era rizzata dallo spavento e si era nascosta dietro di lei.

La piccola, con le braccia conserte e lo sguardo scrutatore, fece un giro intorno a Befana poi realizzò:

- lo sapevo che la mia mamma aveva ragione, non sei così brutta come dicono tutti! -

Poi chiamò ad alta voce

-mamma, indovina chi c’è in cucin…-

-shhhhhhh! - la interruppe befana - non chiamare nessuno, io esisto solo per i bimbi. Se mi vedessero gli adulti verrebbe fuori un gran pasticcio: a loro non porto le caramelle! - aveva continuato - e scusa…. Cosa vorresti dire con quel “non sei così brutta?” - la guardava con occhio sottile, ma divertito.

Scopa non aveva trattenuto i brillantini dalle risate che le aveva provocato la frase della bambina.

- La mamma mi ha detto che non potevi essere brutta, perché una persona che pensa ai bambini portando loro i dolci tutti gli anni non può che essere una persona di cuore e una persona buona é sicuramente anche bella, comunque ella appaia agli occhi della gente. - disse la piccola

- la tua mamma mi piace! Dev’essere una persona intelligente! Mi hai definita bella e buona? Tu, sicuramente, sei un tipino sveglio. - aveva sentenziato Befana ridacchiando tutta fiera perchè qualcuno aveva finalmente notato le sue qualità migliori.

Valentina, a cui sembrava di essere finita su un terreno scivoloso, decise di cambiare argomento così divenne seria e domandò

- come si diventa Befana? Tu come hai fatto? -

Befana intenerita dalle guanciotte piene e rosate della bimba, si accomodò su una sedie e prese Valentina sopra le sue gambe, poi iniziò il suo racconto

- Tanto, ma davvero tanto tempo fa, incontrai tre uomini, anzi tre re con la corona e tutto il resto, che provenivano da molto lontano. Mi dissero che stavano andando a far visita ad un bimbo, appena nato, molto speciale, ma si erano persi e non riuscivano a ritrovare la strada.

Mi chiesero indicazioni, io non sapevo dove fosse questo fanciullo, ma in cielo era apparsa una stella cometa.

Non ne avevo mai vista una, era un evento molto particolare e pensai fosse collegato a quel bimbo speciale.

Dissi loro di seguire quella stella. I tre uomini mi chiesero se volessi unirmi a loro, ma al tempo avevo davvero molte cose da fare e rifiutai l’invito.

I tre uomini andarono via, ma poco dopo mi pentii di non averli seguiti. Così andai di casa in casa, ovunque ci fosse un bambino portando loro come dono dei dolcetti simili alle caramelle di oggi. -

Valentina guardava affascinata la befana con la bocca spalancata e gli occhi fissi su di lei, poi chiese curiosa 

- i tre uomini trovarono il bambino? -

- oh sì, certamente e avevano ragione: era davvero un bambino speciale - le rispose Befana.

- E tu, riuscisti a trovarlo? - incalzò la piccola

- Io non ci riuscii, mi dispiacque molto e da allora, tutti gli anni nello stesso giorno, porto la calza a tutti i bambini in ricordo di quell’occasione. Così diventai la Befana che oggi tutti conoscono.- rispose la donnina e posando a terra la bambina aggiunse - adesso piccola devo proprio scappare e tu dovresti andare a letto. -

Anche se dispiaciuta Valentina salutò mentre scopa si preparava a ripartire spruzzando scintille in ogni direzione.

La bambina si rivolse ancora a Befana

- dirò a tutti che bella signora sei! -

Befana guardò Valentina e sorridendole le disse

- ci vediamo l’anno prossimo! - poi le fece l’occhiolino, balzò su Scopa e tra milioni di scintille e bagliori svanì chiudendosi alle spalle la porta finestra.

 

Di qui o di là 

la Befana arriverà

Per entrare dal camino più non passa

Allora un po’ di magia di certo non guasta

E se la calzetta appender non potrà 

accanto ai fuochi la lascerà 

Alzati in fretta, ti sei preparato?

Corri a vedere quanti dolci ti ha lasciato

un po’ di carbone nella calza ti ha messo

Non ti arrabbiare, fa lo stesso!

 

Buona Befana a tutti!